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Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, Settore EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE


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IN PRIMO PIANO PER IL MEDICO EST

  1. ADDIO GUARDIA MEDICA?

    E' questo il laconico titolo che compare a pagina 24 de "Il Sole 24Ore - Sanità" in edicola questa settimana nella introduzione all'articolo che presenta il primo convegno nazionale di Napoli organizzato dalla FIMMG Continuità Assistenziale. La guardia medica è dunque destinata a cambiare volto, e dunque è forse meglio rimboccarsi le maniche per lavorare in questa direzione. Emerge dunque la necessità di integrare l'attività della continuità assistenziale con la medicina di famiglia per dare vita - afferma il giornale - ad una «figura unica di medico di medicina generale moderna ed efficace».
    Dello stesso tenore è poi l'articolo a pagina 28 curato dal segretario nazionale della FIMMG-CA, Domenico Crisarà, che presenta la due giorni napoletana e nel fornire alcuni dati dichiara che dal 1998 al 2004 il numero delle visite effettuate dal servizio della continuità assistenziale ha visto un incremento del 78%, passando da oltre 5 milioni di prestazioni del 1998 ad oltre 9 milioni nel 2004.
    «La cosa sorprendente è che - afferma Crisarà - l’aumento si è avuto a fronte di un ridimensionamento del servizio». Infatti, continua il segretario nazionale della FIMMG, «tra 2003 e 2004 il numero di medici addetti al servizio è diminuito di 1.137 unità (-8%), il numero delle sedi è diminuito del 5% (-154) del 6% il numero delle ore lavorate (-1.226.026) ma il numero dei ricoveri richiesti è sceso dal 2,4% al 2 per cento»

     

  2. Infortuni: Certificato senza spese da medico famiglia? solo da 'convenzionati' INAIL                                                        'Regole' diverse per i certificati per gli infortuni sul lavoro rilasciati dai medici di famiglia. Il camice bianco, infatti, potrà decidere se aderire o no all'accordo, firmato da alcune sigle sindacali con l'Inail, che consente al lavoratore di non mettere più mano al portafoglio per anticipare le spese e di evitare la fila all'ufficio postale per la spedizione, grazie alla trasmissione telematica dallo studio del camice bianco. L'indicazione, che permette al camice bianco di rilasciare i certificati in regime libero professionale o in 'convenzione', è emersa dall'incontro di ieri a Roma, tra i delegati dell'Istituto assicurativo e il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), contrario all'accordo già siglato da Fimmg, Simi e Simet. "Abbiamo deciso di non firmare l'accordo - ha spiegato all'Adnkronos salute Mauro Martini, presidente dello Snami - in primo luogo perché viene richiesta una sorta di certificazione medico-legale che, secondo noi, esula dai compiti del medico di medicina generale. Nella certificazione, infatti, vengono richiesti dati anamnestici sui pazienti che riteniamo non essere di nostra competenza". La seconda ragione del 'no' dello Snami è di ordine economico. "Non ci soddisfa la proposta - continua Martini perché vengono pagati soltanto tre certificati sugli eventuali 5 o 6 di cui il paziente ha bisogno. Non solo. Se uno di questi tre viene fatto dal Pronto soccorso viene rimborsato al Pronto soccorso e non al medico di famiglia". La mancata firma dell'accordo da parte dello Snami, unita al fatto al fatto che l'Inail non è delegata ad accordi nazionale, "fa sì - ha precisato Martini - che i medici possano continuare a rilasciare certificati in regime libero professionale. I camici bianchi, però, anche quelli iscritti allo Snami, possono decidere autonomamente se aderire all'accordo".                                                                                                                                                                                                                                   

  3. Malattie cardiovascolari: complessi ventricolari prematuri fattori di rischio

    I complessi ventricolari prematuri (VPC) risultati da ECG di soggetti apparentemente sani sono associati ad un aumento del rischio di eventi cardiaci. Questa associazione permane anche dopo l'approssimazione per altri fattori di rischio di malattie cardiovascolari, uso di medicinali ed altre covarianti. Se si rilevano VPC negli ECG di pazienti apparentemente in buona salute è dunque lecito applicare una gestione più aggressiva dei fattori di rischio modificabili, fra cui pressione, livelli di colesterolo e fumo, quale misura prudenziale per limitare il rischio assoluto di sviluppare malattie cardiovascolari. (Am J Cardiol 2006; 98: 1609-12)                                                                                                             

  4. Medici parlano in medichese e pazienti capiscono solo la metà

    La conseguenza di questa scarsa comprensione è che spesso i pazienti in questione non seguono le prescrizioni e non fanno prevenzione

    Che lingua parlano i medici? Il 'medichese', troppo spesso misterioso e poco comprensibile ai pazienti. Tanto che i malati, appena usciti dall'ambulatorio, dimenticano la metà delle parole dei camici bianchi e sono assaliti da mille dubbi e domande. Secondo una serie di studi Usa, oltre 90 milioni di americani - sottolinea il New York Times - non sono in grado di capire le spiegazioni e nemmeno le informazioni di base date dal medico. Un problema che non dipende da fattori sociali ed economici, perché affligge persone di ogni età, ceto, reddito, grado di istruzione, colore della pelle.

    Un problema da non prendere alla leggera. La conseguenza di questa scarsa comprensione è che spesso i pazienti in questione non seguono le prescrizioni e non fanno prevenzione, finendo col danneggiare il loro stato di salute. I più a rischio sono gli anziani. A farne le spese è l'intero servizio sanitario, con pronto soccorso intasati, aumento dei ricoveri, malattie croniche in crescita. Tutto questo perché, nonostante le numerose raccomandazioni - sottolineano gli specialisti - i medici non parlano in modo chiaro e non si assicurano che i pazienti abbiano capito. Colpa del poco tempo dedicato a ogni assistito, in una sorta di catena di montaggio delle visite, ma colpa anche dei malati. Questi ultimi, quando si trovano davanti al medico, sono riluttanti a fare domande e si vergognano di ammettere di non aver capito. La palla, dunque, passa di nuovo ai camici bianchi, che devono sforzarsi di usare un linguaggio più comprensibile, traducendo i termini tecnici. Il 'medichese' trionfa anche nei foglietti illustrativi dei medicinali. E se i pazienti lasciano confusi lo studio del medico, alle prese con i cosiddetti 'bugiardini' capiscono davvero 'fischi per fiaschi'

     

  5. Asma pediatrico lieve-moderato: ideale monoterapia con steroidi inalatori

    Il confronto di tre regimi terapeutici per i bambini in età scolare con asma lieve-moderato persistente indica che la monoterapia con corticosteroidi per via inalatoria due volte al giorno è la più efficace per il controllo dei sintomi. E' stato rilevato che i corticosteroidi a basse dosi risultano più efficaci degli stessi farmaci a dosi ancora più basse. La velocità di crescita del bambino non appare influenzata dal trattamento, anche quando esso viene somministrato per un anno. Nel complesso, la monoterapia con corticosteroidi inalatori ottiene il miglior controllo della patologia asmatica senza effetti collaterali significativi. (J Allergy Clin Immunol 2007; 119: 64-72)

     

  6. Uso dei Medici Specializzandi in Emergenza con contratti di Continuità Assistenziale: come arginare il fenomeno ormai presente in alcune Asl italiane?                                                                                                                                                                                                                                   Chi termina gli studi universitari e attende di tentare (con più o meno sicurezza) l'ingresso a una Scuola di Specializzazione è, da sempre, un "animale da guardia medica" che si proietta su tutto ciò che porta reddito e su quanto di meglio c'è per acquisire una certa dose di esperienza medica sul territorio. I medici che hanno i titoli per lavorare nel settore Emergenza Sanitaria Territoriale vengono impiegati in questo settore da alcune ASL italiane anche dopo il loro ingresso in specialità o in altro ambito legalmente incompatibile o non consentito. Senza niente togliere a questi colleghi che generosamente prestano la loro opera al fine di migliorare il loro reddito e riconoscendo che in Italia la borsa di studio è un misero e ingiusto "sfruttamento" per lo specializzando, bisogna affermare che titolari e sostituti 118isti vengono a perdere la loro importanza e la loro peculiarità, quindi anche un loro beneficio economico ulteriore da questa situazione. Ci sarà mai nessuno che avrà il coraggio di alzare un ditino e sollevare il problema nelle stanze dei bottoni? Ci sarà mai nessun sindacato,organizzazione o privato cittadino che tutelerà veramente i diritti lavorativi e i doveri e gli stipendi dei professionisti (titolari o sostituti che siano)  dell'emergenza, sempre più ai margini della importanza e della valorizzazione aziendale, in certe Asl? Il mondo è dei furbi..........                                                                                                                                                                                                                                                                                              
  7. "CUORE SANO IN CORPO SANO"                                                                                                                                                                                                                                          E' l'opuscolo pubblicato dal Movimento COnsumatori, in collaborazione con Astra zeneca, e distribuito in questi giorni nelle sedi dell'associazione. La guida, 22 pagine di notizie e consigli su come contribuire a salvare il cuore, fornisce spunti di riflessione sulle cattive abitudini. Info, www.astrazeneca.it  o www.movimentoconsumatori.it                                                                                                                                                                                                                                                          .

  8. IL MEDICO CON SPECIALI INTERESSI                                                                                                                                                                                                                        Arriva dal Regno Unito e si chiama "General Practitioner with Special Interests", in acronimo GpwSI o, come lo chiamano più familiarmente gli inglesi, GIPSI. Il GPwSI è prima di tutto un medico di famiglia esperto e referenziato che ha nel suo bagaglio culturale anche spiccate competenze cliniche specifiche, o formativo-educazionali, o nell'ambito della ricerca da poter mettere in campo. Questa nuova figura, pur continuando a svolgere il suo tradizionale lavoro, per la sua particolare formazione e competenza in un determinato ambito clinico è in grado di erogare prestazioni aggiuntive in particolare ai pazienti affetti dalle malattie croniche più diffuse nell'ambito dell'assistenza primaria (artropatie, cardiopatie, broncopneumopatie)

    Si sostituisce agli specialisti ospedalieri?

    No. Le sue prestazioni sono comunque parziali rispetto alla specialità completa, di complessità intermedia fra quelle normalmente erogate dalla medicina di famiglia e quelle dell'ospedale. In questo modo la nuova figura può contribuire a ridisegnare i servizi territoriali nel senso di una maggiore qualità, continuità e sopratutto integrazione assistenziale.

    Perché questa "invasione di campo"?

    Più che di invasione di campo parlerei di nuove consapevolezze che si vanno diffondendo nel mondo della medicina generale. La prima è che i modelli gestionali attuali non sfruttano appieno il patrimonio culturale e di competenze (per esempio ecografie, spirometrie, ECG, endoscopie) che molti medici di famiglia hanno. C'è poi la consapevolezza che l'esecuzione di visite periodiche strutturate (come la medicina d'iniziativa) migliora gli esiti clinici.

    Un medico che alleggerisce il lavoro degli ospedali porterebbe anche a una riduzione delle liste d'attesa.

    Certo. Porterebbe inoltre a migliorare le diagnosi precoci, ad avvicinare i servizi ai cittadini, a integrare maggiormente assistenza primaria e secondaria… Insomma, i vantaggi non mancano, non ultimi quelli di riqualificazione professionale e culturale dei medici di famiglia, anche attraverso il tutoraggio fra pari.

     

  9. Medicina generale, detrazioni sugli arretrati                                                                                                                                               Medici di medicina generale (dagli arretrati contrattuali, ex dpr 270/00, va detratta la "indennità forfettaria a copertura del rischio e di avviamento professionale", precedentemente corrisposta)

    Massima

    Gli accordi che disciplinano i rapporti tra il S.S.N. ed i Medici di medicina generale hanno durata triennale, ai sensi degli artt. 8 del d.lgs. 502/96 e 48 della l. 833/78 e la decorrenza retroattiva del nuovo trattamento economico si giustifica solo con il ritardo con il quale è entrato in vigore il nuovo accordo e la finalità di evitare una perdita economica ai professionisti titolari del rapporto di convenzione. Di conseguenza il recupero delle voci retributive va interpretato soltanto come una mera operazione contabile, conseguente all'integrale applicazione della nuova disciplina economica del rapporto de quo, decorrente dal 1.1.99. ( avv.ennio grassini - www.dirittosanitario.net)

     
  10. Quattro vaccini in uno contro le malattie infantili              L'Agenzia italiana del Farmaco ha concesso l'autorizzazione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, al commercio del vaccino tetravalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella per i bambini dai 12 mesi in poi.

    "E' il primo vaccino combinato contro queste malattie - riferisce in una nota la Sanofi Pasteur Msd, azienda produttrice del siero tetravalente - che ha ricevuto il via libera alla vendita in Italia, a soli due mesi dall'autorizzazione centralizzata all'immissione in commercio rilasciata il 6 aprile scorso dalla Commissione Europea". Il vaccino è classificato in fascia C, a totale carico del cittadino, si legge ancora nel comunicato. La vaccinazione darà ai bambini una protezione efficace e contemporanea contro queste quattro patologie infettive. Secondo recenti dati se l'Italia attuasse una piena copertura vaccinale tra i nuovi nati solo alla varicella l'Italia risparmierebbe, sia in termini di ricoveri, di ospedalizzazioni sia di spesa per i farmaci, 49 milioni di euro Il vaccino sarà somministrato in 2 dosi a partire dai 12 mesi in poi e - conclude il comunicato - in accordo con il calendario vaccinale nazionale vigente.

     

  11. ECM, PRONTA L'ANAGRAFE DEI CREDITI                                                                                                                                                               Una mega banca dati raccoglierà e certificherà i crediti ottenuti, partecipando a corsi, convegni e congressi, dai medici e dagli altri operatori del Ssn, oltre due milioni coinvolti nel programma di formazione e aggiornamento permanente (Ecm). L'anagrafe informatizzata, presentata venerdì a Roma, è l'ambizioso progetto promosso dal ministero della Salute e dal Consorzio di gestione anagrafica professioni sanitarie (Cogeaps), che raccoglie gli Ordini, i Consigli e le associazioni dei professionisti della sanità italiana. La fase sperimentale è già partita, per far incontrare e 'dialogare' i sistemi informatici delle istituzioni che accreditano gli eventi formativi e dei 'provider' con quelli di Ordini, Collegi e associazioni professionali, in prima linea nell'Ecm e garanti della qualità e della preparazione dei propri iscritti agli occhi dei cittadini. Il ministero della Salute ha già inviato al Consorzio i dati delle iniziative di formazione organizzate nel 2002 e 2003, dei partecipanti e dei crediti guadagnati. Questi verranno incrociati con i dati anagrafici di camici bianchi e altri operatori, in possesso degli organi e delle associazioni di categoria.
    Questo permetterà, oltre a monitorare l'andamento dell'Ecm, validare i crediti e migliorare l'organizzazione della formazione, di 'smascherare' falsi professionisti che si sono presentati a convegni e congressi spacciandosi, per esempio, per medici. "Abbiamo superato non poche difficoltà di carattere tecnico per armonizzare sistemi informativi diversi - afferma Amedeo Bianco, presidente del Cogeaps e della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) - e oggi siamo orgogliosi dei risultati raggiunti.
    "L'anagrafe di tutti gli operatori sanitari coinvolti nel programma di formazione continua obbligatoria - spiega Giuseppe Palma, vicepresidente Cogeaps e presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi - nasce con l'obiettivo primario di gestire e certificare i crediti ottenuti, ma non solo.   L'analisi degli eventi di aggiornamento, come convegni, congressi e corsi promossi da aziende sanitarie e ospedaliere, e dei partecipanti, regione per regione, permetterà di migliorare la programmazione e l'offerta formativa". Da una prima analisi dei dati raccolti dal ministero della Salute, emergono differenze nell"offerta' lungo la Penisola: in cima alla classifica, per numero di eventi organizzati, spiccano Lombardia e Lazio. Questo spinge gli operatori del Ssn a viaggiare per aggiornarsi. I crediti ottenuti, inoltre, variano a seconda delle categorie professionali, con alcuni casi sotto media.
    Ma niente paura. "Solo dopo un'attenta lettura dei dati - sottolinea Maria Linetti, direttrice dell'ufficio Formazione continua del ministero della Salute - verranno messe a punto le sanzioni per i professionisti che non hanno ottenuto i crediti necessari, o meglio gli incentivi più utili per motivare gli operatori a migliorarsi". Il progetto sperimentale prevede innanzitutto la certificazione dei crediti formativi ottenuti dai professionisti, la gestione dell'anagrafe centralizzata che viene integrata con i sistemi informativi dei singoli Ordini e delle associazioni di categoria, che permetterà di scattare una fotografia completa dell'Ecm con il coinvolgimento degli enti professionali. E infine, un portale internet a cui i medici e gli altro operatori del Ssn potranno collegarsi per consultare la bacheca delle attività di formazione relative al proprio campo di attività e per conoscere il numero di crediti certificati dall'Ordine, dal Collegio o dall'associazione a cui appartengono
  12.  
  13. QUANTO DOBBIAMO AL SOSTITUTO?                                                                                                                                                        REGOLAZIONE DEI RAPPORTI ECONOMICI TRA MEDICO TITOLARE E SOSTITUTO DI ASSISTENZA PRIMARIA NEI CASI DI SOSTITUZIONE VOLONTARIA

    1. Fermi restando gli obblighi a carico delle Aziende stabiliti dall'art. 37, i rapporti economici
    tra medico sostituto e quello già sostituito, chiunque tra i due percepisca i compensi della
    Azienda, sono regolati tenendo conto dell'uso delle strutture e degli strumenti professionali
    di proprietà del medico sostituito, della indisponibilità delle condizioni di carriera del medico
    sostituito e della maggiore o minore morbilità legata alla stagione. Non è consentito al
    sostituto acquisire scelte del medico sostituito durante la sostituzione.

    2. L'onorario spettante al medico sostituto è calcolato, sulla base di quanto previsto dal
    precedente comma 1, nella misura del 70% del compenso di cui alla lettera A, comma 1
    dell’articolo 59 del presente Accordo. Al medico sostituito viene corrisposta la restante parte
    dei compensi mensili dovuti.

    3. Individuata convenzionalmente nel 20% la variazione relativa alla maggiore o minore
    morbilità, i compensi dovuti al sostituto, di cui al comma 2, sono corrisposti per intero se relativi a sostituzioni effettuate nei mesi di aprile, maggio, ottobre e novembre; se relativi ai mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo essi sono maggiorati del 20% con oneri a carico del titolare e ridotti del 20% se relativi ai mesi di giugno, luglio, agosto e settembre.

    4. Ai medici sostituti spettano i compensi previsti dall'art. 59, lett. C, comma 1 e 2 per le
    relative prestazioni eseguite nel corso della sostituzione.

    5. Il medico sostituto al momento dell’accettazione dell’incarico di sostituzione deve sottoscrivere una dichiarazione di:
    a) essere a conoscenza delle norme che regolano il rapporto di lavoro del medico di assistenza primaria ed in particolare dei contenuti degli artt. 27, 45, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, e di assicurarne la puntuale applicazione;
    b) essere al corrente della normativa sulla privacy e di impegnarsi al legittimo utilizzo dei dati sensibili degli assistiti affidati alle sue cure;
    c) conoscere il programma di gestione della cartella clinica informatizzata utilizzata dal medico sostituito e di essere in grado di utilizzarlo correttamente;
    d) avere preso atto dell’assetto organizzativo dell’attività dello studio medico e di impegnarsi a curarne il puntuale svolgimento.

  14. Accordi regionali non modificano il massimale

    Il numero massimo di assistiti per pediatra, stabilito nella convenzione nazionale, non può essere modificato dagli accordi regionali

    Lo sostiene una sentenza del Consiglio di Stato, n.1603/06, accolta con soddisfazione dalla Fp Cgil medici. "La sentenza, che si riferisce alla pediatria ma vale anche per l'assistenza primaria, visto che la normativa è la medesima, è rilevante e fa chiarezza", commenta Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici - medicina generale. Secondo Preiti, "l'importanza deriva dall'aver ripreso tutto il quadro normativo di riferimento che consente di distinguere, in modo inequivoco, le materie assegnate alla contrattazione collettiva nazionale da quelle che rientrano nel dominio della contrattazione integrativa regionale. Nello specifico si stabilisce che le norme che regolano il massimale di scelte effettuabili, non possono assumere il valore di 'linee direttive' suscettibili di diversa specificazione in sede di accordi regionali. E la contrattazione nazionale non può delegare questa responsabilità.   "Gli accordi regionali non hanno titolo per modificare strutturalmente il sistema, differenziando - sottolinea Preiti - territorialmente i diritti dei medici e dei cittadini e la qualità dell'assistenza. E senza produrre peraltro nessun risparmio. Alcune Regioni, seguendo il 'cattivo esempio' della Toscana, invece lo hanno fatto, e si sono guadagnate la segnalazione all'Antitrust, e ricorsi al tribunale. Speriamo che almeno adesso, alla luce di questa sentenza, provvedano a modificare gli accordi e cancellino le illegittime modifiche al numero ottimale e massimale (attraverso il meccanismo delle deroghe)"


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Ultimo aggiornamento: 28-06-06.